Spesso la rassegnazione, e talvolta lo scetticismo, fanno degenerare un problema, come quello della caduta dei capelli, che se affrontato in tempo può essere invece controllato. Importante è quindi individuare la giusta direzione verso la quale dirigere i propri sforzi.
La pitiriasi (forfora) è, per esempio, un segnale di alterazione nel ricambio delle cellule dell'epidermide, l'eccesso di sebo indica invece l'ipertrofia delle ghiandole sebacee che determina, depositandosi sul cuoio capelluto, oltre al poco gradevole aspetto dei capelli, un vero e proprio "soffocamento" dei bulbi. L'inquinamento atmosferico, l'alimentazione scorretta e lo stress sono alcune tra le cause più comuni di indebolimento generalizzato di tutta la capigliatura. La concomitanza di questi fattori favorisce poi la caduta dei capelli.
Il segreto, quindi, è questo: davanti ai primi segnali di alterazione meglio non perdere tempo.
La caduta dei capelli vista dalla parte delle donne
Sempre più spesso anche le donne hanno problemi di capelli e, seppur ne soffrano in misura minore rispetto agli uomini, il gentil sesso risente di risvolti psicologici preoccupanti. Questo perché i capelli sono simbolo di bellezza: la donna che li perde teme di veder minata la sua femminilità.
Alopecie
Si dividono in:
- transitorie;
- definitive;
- pseudoalopecie;
- da cause psichiche a loro volta distinguibili in
- disturbi neurotici;
- stress;
- escoriazioni neurotiche;
- tricotillomania.
- da cause fisiche a loro volta distinguibili in
- raggi X;
- trazioni continue e/o ripetute;
- ustioni singole di 2° grado;
- torsioni ripetute del fusto associate a moderata trazione (bigodini e spazzolature per esempio);
- ustioni singole di 3° grado o ricorrenti di 2° grado;
- traumi causati da corpi taglienti o contundenti.
- da cause infettive generali o locali a loro volta distinguibili in
- ctue secondaria;
- tifo;
- scarlattina;
- micosi profonde, Kerion;
- lue terziaria, Tbc;
- herpes zoster;
- herpes simplex ricorrente cicatriziale;
- tigna favosa;
- tigne tonsuranti.
- da cause ormonali a loro volta distinguibili in
- post-gradiviche;
- diabete;
- distiroidismo.
- da cause farmacologiche (alopecia iatrogena);
- da carenze di proteine, ferro, zinco, vitamine, magnesio;
- da malattie autoimmuni quali
- Les;
- alopecia areata;
- Led;
- sclerodermia;
- lichen planus;
- sarcoidosi.
- da cause chimiche come
- shampoo inadeguati e ripetuti;
- tinture;
- permanenti;
- ustioni da acidi e alcali forti.
- altre cause come per esempio
- alopecia androgenetica nella fase iniziale;
- mucinosi follicolare acuta benigna;
- alopecia androgenetica;
- alopecia fronto-parietale maschile;
- pseudo area di Brocq;
- mucinosi follicolare cronica;
- follicolite decalvante;
- aplasia cutis verticis;
- nevi, cisti, neoplasie;
- anomalie congenite o acquisite del fusto con fragilità.
Ma quali sono le cause che fanno cadere i capelli all'altra metà del cielo? Il fattore ereditario interessa poco il sesso femminile e quello da squilibrio di ormoni androgeni interessa solo una percentuale abbastanza ridotta di donne in menopausa. Inoltre gli ormoni femminili (estrogeni) contrastano l'azione degli androgeni, con conseguenti minori ripercussioni a livello del follicolo pilifero. A titolo di consolazione si può affermare che in linea di massima la caduta dei capelli nelle donne sia di carattere transitorio, sempre che si intervenga tempestivamente stimolando la produzione di capelli laddove i follicoli siano ancora recuperabili e, fatta eccezione per le anomalie di esclusiva competenza medica, è possibile migliorare l'habitat del cuoio capelluto con trattamenti specifici che contrastino i fattori negativi quali eccessiva produzione di sebo, forfora ed ricambio lento. I capelli vanno trattati con tutto il rispetto che dedichiamo a qualsiasi altra parte del nostro corpo: soffrono quando ci curiamo poco di loro, quando li stressiamo con permanenti, tinture o colpi di sole, quando stiamo male, non ci nutriamo correttamente o siamo stressati ed ansiosi. Sfortunatamente molte donne sottovalutano i campanelli d’allarme che i nostri capelli ci lanciano e tendono ad arginare i problemi con interventi che spesso peggiorano il delicato equilibrio del cuoio capelluto. Bisogna quindi procedere con attenzione alle prime avvisaglie di caduta, tenendo presente che in casi di persistente prurito, di indolenzimenti del cuoio capelluto, di capelli grassi o con forfora è opportuno richiedere un esame tricologico. Sottoporre ad un check-up i propri capelli non richiede molto tempo (l'esame dura circa un'ora) epuò permettere a molte donne di mantenere i propri capelli sani e belli.

